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SE CADE UNA STELLA  "

A che serve strepitar dinanzi al boia
o, urlando, piangere atterrito per la morte?
A divertir chi assiste per vincere la noia
da sopra il palco con emozione forte?
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Se condannato sei da quella tua regina
é inutile apparir ritroso o resistente.
Perdi di dignità dinanzi alla divina
che bene sa che tu non puoi far niente.
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Allora prendo il cappio e l'infilo veloce.
Con sguardo fermo ed altero portamento
come gheriglio sto, infisso nella noce,
e so che il guscio si rompe in un momento.
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E lei mi guarda e vede che non ho più timore.
La vita, nelle mani, la sente tutta quanta.
Sa che non tremo e so morir d'amore
ed alza gli occhi al cielo, bella come una santa.
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Poi, con un cenno, ferma il vile esecutore.
Grazia per questo uomo! Viva ancora un poco!
La gente, intorno, guarda in preda allo stupore
e gli occhi del graziato brillano come il fuoco.
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Se un medico potesse toccare la mia fronte.
Gradi quarantadue, è febbre di terrore,
direbbe lo scienziato, senza cercar la fonte
di quelle forti fiamme che salgono dal cuore
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bruciando, come lava fa lungo il suo cammino
tutto quello che incontra ed anche la ragione
che prova, più e più volte, a contrastar destino
battendosi con foga contro questa passione.
//
Ma quando giù dal cielo precipita una stella
non puoi fermarla oppure mutare direzione.
Devi solo aspettare, guardandola sì bella,
che cada dove vuole, portando distruzione.
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E, nel tremendo impatto del cielo con la terra,
la polvere, che s'alza, nasconde ogni ferita
e come sempre accade, da quando c'è la guerra,
è dalle tante morti che nasce nuova vita.
/ /
Non c'è motivo alcuno per l'argenteo salmone
che, scavalcando i monti, nuota verso la morte
deve arrivare esausto e non ce n'è ragione:
morire per far vivere è questa la sua sorte.
/ /
E se decide un Dio o è tutto casuale
non so perché nessuno qui lo può stabilire.
Certo che quanto accade non sai se è bene o male
e devi rassegnarti se ciò deve avvenire.
//
E quando, zitto piangi, sentendo quanto è dura
veder soffrire gli altri senza poter far niente,
allora pensi e scopri che è legge di natura,
a gioie, ansie e dolori da sempre indifferente.

di Gaetano Montefusco




   



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